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Amy Winehouse

I 20 oggetti che ci ricordano Amy Winehouse…

 

Da Londra Amy Winehouse è riuscita a scuotere il mondo intero con le sue doti vocali e con il suo stile inconfondibile. Le sue canzoni, una miscela incredibile di jazz, soul, rhythm and blues e atmosfere d’altri tempi, le sono valse 5 Grammy Awards: è l’artista donna britannica ad averne ricevuti di più in assoluto. Il 15, 16 e 17 settembre verrà finalmente mostrato nelle sale italiane Amy, il documentario sulla sua vita diretto da Asif Kapaida. L’uscita del film è un’occasione per ricordarla e per celebrare il compleanno dell’artista scomparsa: il prossimo 14 settembre avrebbe infatti compiuto 32 anni.

La pellicola è stata presentata fuori concorso a maggio al Festival di Cannes. Nel Regno Unito Amy è uscito il 3 luglio, dove ha registrato incassi da record; è infatti ad oggi il secondo documentario che ha incassato di più in assoluto al box office inglese. E ha fatto discutere: i genitori della Winehouse si sono infatti espressi in maniera contraria nei confronti del film. Una cosa è certa: Amy Winehouse ha lasciato un profondo segno nella storia del pop e il film offre un’occasione per riflettere sulla parabola dell’artista e per ricordare e apprezzare il suo talento.

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Amy - La musicista

Cresciuta a pane e jazz, Amy Winehouse ha iniziato a suonare la chitarra a 13 anni e, all’età di 14, già componeva le sue prime canzoni. Ha frequentato per un breve periodo di tempo la prestigiosa Sylvia Young Theater School, ma la sua insofferenza nei confronti della disciplina l’ha portata ad essere espulsa e a cambiare scuola. Nel 2003, all’età di 19 anni, ha registrato il suo primo album, Frank, che ha riscosso un successo immediato grazie alla forte influenza jazz ed è stato nominato per il Mercury Music Prize. La musica di Amy aveva un sapore meravigliosamente retrò e il suo look si sarebbe presto evoluto di conseguenza: dalle femminili gonne a ruota al paio di semplici jeans, anche il suo stile sarebbe presto diventato iconico. Dopo Frank c’è stata la pubblicazione di Back to Black, che si è aggiudicato diversi dischi di platino e che era stato ispirato dalla sua turbolenta vita personale. 

Back to Black è stato scritto in soli sei mesi e ha trasformato rapidamente la sua vita, elevandola bruscamente allo status di star internazionale. È proprio grazie a questo disco che Amy è stata premiata con 5 Grammy in un’unica serata; alla fine dell’estate di quell’anno era l’artista britannica posizionata più in alto nella classifica di Billboard. Un successo di critica che, se da un lato ha incantato il suo pubblico, dall’altro ha anche esposto la sua controversa vita personale e la sua relazione con il produttore Blake Fielder-Civil.

 

Amy - La musa

Amy è sempre rimasta fedele alla sua passione per il jazz (molti dei suoi zii erano jazzisti professionisti) e alle sue radici ebraiche. Quando è diventata una musicista acclamata, il suo stile inconfondibile non ha solo influenzato l’industria musicale, ma ha anche attirato l’attenzione del mondo della moda. Le sue radici erano presenti nel suo stile iconico, riconoscibile immediatamente grazie ai 15 tatuaggi d’ispirazione rockabilly, alla caratteristica acconciatura cotonata, spesso abbellita con un foulard annodato, e allo spesso eye-liner. C'erano poi gli orecchini a cerchio, i reggiseni di pizzo rosso e gli abiti e gli accessori ispirati agli anni ‘60. I suoi segni distintivi hanno iniziato a fare apparizione sulle passerelle di diverse case di moda, ad esempio in occasione della sfilata di Chanel Pre-Fall nel 2008, della presentazione della collezione Couture di Jean Paul Gaultier p/e 2012 e della presentazione degli abiti di Michael Kors Pre-Fall, anch’essa del 2008. Il suo stile è stato catturato anche in una collezione che ha disegnato per Fred Perry, vicina al suo gusto più preppy: gonne a tubino, maglioni femminili di cachemire, con il tipico disegno a rombi, abiti a quadretti e t-shirt. La palette ricorrente? Rosa, grigio, bianco e nero.

Quando la sua carriera musicale è decollata, Amy si è trasferita a Camden, un quartiere che amava e in cui si sentiva a casa. I fan potevano avvistarla spesso mentre passeggiava per le vie del quartiere o frequentava il suo pub di riferimento, The Hawley Arms, dove occasionalmente la si poteva trovare dietro il bancone a servire drink. Dopo la sua scomparsa, la sua famiglia ha fatto erigere una statua di bronzo che la raffigura nello Stables Market: “Era innamorata di Camden” ha dichiarato suo padre, Mitch Winehouse.

La più recente testimonianza riguardante l’artista è proprio il documentario Amy di Asif Kapadia, che attendiamo con grande curiosità. Il regista britannico si è già fatto notare nel 2010 con un altro documentario di grande successo, Senna, dedicato al leggendario pilota brasiliano.